L’inferno di Crans-Montana: quando la festa diventa tragedia nazionale
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L’inferno di Crans-Montana: quando la festa diventa tragedia nazionale

Fuochi d'artificio

Un incendio devastante al bar “Le Constellation” trasforma il brindisi di Capodanno in una strage: almeno 47 morti.

La notte che doveva celebrare l’inizio del 2026 si è trasformata in una delle più grandi tragedie alpine degli ultimi decenni. A Crans-Montana, nel cuore del Canton Vallese, il calore della festa è stato sostituito dalle fiamme di un incendio che non ha lasciato scampo a decine di avventori.

Il bilancio, ancora tragicamente provvisorio, parla di 47 vittime, ma lo sguardo dell’Italia è rivolto con angoscia ai propri confini: il coinvolgimento dei turisti italiani è massiccio e drammatico.

Vigili del fuoco spengono incendio boschivo
incendio

La dinamica: un istante fatale tra musica e brindisi

Secondo le prime ricostruzioni fornite dalle autorità svizzere, il rogo è divampato intorno alle 01:30 all’interno del rinomato bar “Le Constellation”. Il locale, gremito per il veglione, sarebbe stato avvolto dalle fiamme in pochissimi minuti. Testimoni oculari descrivono una scena apocalittica: una scintilla, probabilmente sprigionata da un artifizio pirotecnico o da una candela coreografica, avrebbe innescato il soffitto in legno della struttura. In pochi istanti, il fumo denso e un’esplosione — forse causata da una fuga di gas — hanno trasformato l’uscita in un imbuto mortale per centinaia di persone.

Il bollettino della Farnesina: ore di angoscia per l’Italia

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha seguito la vicenda sin dalle prime luci dell’alba, confermando il pesante tributo pagato dall’Italia. Al momento, si contano 15 italiani ricoverati con gravi ustioni e traumi negli ospedali di Sion e Losanna. Tuttavia, il dato che più preoccupa è quello dei dispersi: sarebbero almeno 15 i connazionali di cui non si hanno più notizie. L’Unità di Crisi della Farnesina ha già attivato un numero d’emergenza e sta collaborando strettamente con le autorità elvetiche per l’identificazione delle salme, un processo che si preannuncia lungo e doloroso.

I soccorsi: un ponte aereo tra Svizzera e Italia

La macchina dei soccorsi è stata imponente. Oltre 40 ambulanze e 10 elicotteri hanno fatto la spola tra la località sciistica e i centri specializzati. Anche l’Italia ha fatto la sua parte: un elicottero del soccorso alpino è decollato da Aosta per supportare i colleghi svizzeri nel trasporto dei feriti più critici. Il presidente del Consiglio di Stato vallesano, Mathias Reynard, ha dichiarato lo stato di emergenza cantonale, mentre la Procuratrice generale Béatrice Pilloud ha già aperto un’inchiesta per incendio colposo e omicidio plurimo, escludendo per ora qualsiasi pista legata al terrorismo.

Il dolore delle famiglie e il silenzio di Crans-Montana

Oggi Crans-Montana si sveglia in un silenzio irreale. Le piste da sci restano deserte mentre i sopravvissuti, ancora sotto shock, vengono assistiti da team di psicologi. Per l’Italia è un inizio d’anno listato a lutto. Le prossime ore saranno decisive per dare un nome alle vittime e per capire se il numero dei dispersi potrà ridursi. Resta il quesito sulla sicurezza dei locali durante i grandi eventi e su come una scintilla sia potuta diventare, in pochi battiti di ciglia, una trappola di fuoco.

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ultimo aggiornamento: 1 Gennaio 2026 16:37

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